L'articolo Restyling del sito web aziendale sembra essere il primo su .
]]>
Il sito web è il biglietto da visita dell’azienda online, sempre più spesso le ricerche di prodotti e servizi avvengono online, di conseguenza il sito web aziendale diviene il primo contatto che il cliente ha con l’azienda. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, la prima impressione conta anche online, infatti in meno di un secondo gli utenti si fanno un’idea dell’azienda e del sito web in cui si trovano.
Partendo da questa premessa, molte aziende si trovano con un sito che non viene aggiornato da anni. Questi siti oltre ad essere inutili, perché molto spesso non compaiono nei risultati dei motori di ricerca, rischiano di essere controproducenti perché danno un’immagine sbagliata dell’azienda che non corrisponde alla realtà. Anche il sito web deve stare al passo con l’evoluzione e la crescita dell’azienda. Inoltre, all’interno dei diversi settori si creano degli standard comunicativi e di usabilità che cambiano nel tempo e che devono essere seguiti.
Negli ultimi anni la navigazione da dispositivi mobile (smartphone e tablet) è cresciuta in maniera esponenziale, oggi la maggior parte degli utenti naviga principalmente da questi device. Per questo è fondamentale per le aziende avere il sito web con la versione mobile o con una design responsive che si adatta alla consultazione da questi dispositivi.
La consultazione dei siti web avviene sempre più spesso da smartphone e tablet
Trovato il problema è arrivato il momento di porvi rimedio. Vediamo quali sono le azioni cardine del restyling di un sito web:
Facendo un parallelo tra comunicazione online ed offline, sorge spontanea una domanda: “Quale cliente si rivolgerebbe ad un negozio con in vetrina i prodotti della passata stagione o poco assortita?” Probabilmente nessuno. Il restyling del sito web aziendale è necessario per mostrare al meglio la propria azienda e per
riallineare il sito web con gli obiettivi aziendali.
L'articolo Restyling del sito web aziendale sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Social Media Marketing trends per il 2016 sembra essere il primo su .
]]>
Il nuovo anno è iniziato, è arrivato il momento di vedere quali saranno i trend del social media marketing per il 2016. Le novità di quest’anno saranno una sempre maggiore integrazione di diversi servizi all’interno del medesimo social network, i contenuti online continueranno ad aumentare e la comunicazione visiva sarà sempre più importante. Vediamo nel dettaglio questi trends.
I principali social network , anche in questo anno, continueranno ad ampliare la propria offerta allo scopo di trattenere gli utente all’interno delle proprie applicazioni. Questo verrà realizzato attraverso due strategie principali: le acquisizioni e le imitazioni. Per quanto riguarda le acquisizioni Facebook, dal 2004 al 2014, ha investito in acquisizioni 22 miliardi di dollari. Invece per quanto riguarda le imitazioni, la società di Zuckerberg ha dichiarato guerra a diversi operatori di diversi settori. Tra questi spicca LinkedIn che con l’apertura del servizio Facebook at Work sarà direttamente minacciata.
I nuovi contenuti caricati sui social network sono in constante crescita. Gli utenti sono, e lo saranno sempre di più, sommersi da una valanga di nuove informazioni. In contrapposizione a questo fenomeno, secondo uno studio di Social@ogilvy, la organic reach dei contenuti pubblicati dai brand è in forte calo, negli ultimi anni questo valore è passato dal 12% al 6%. Per fronteggiare sia l’aumento dei contenuti che la riduzione della organic reach sono tre i pilasti fondamentali che i comunicatori dovranno seguire in questo 2016:
La comunicazione visiva sta diventando sempre più fondamentale. Immagini e video hanno la capacità di raggiungere e coinvolgere in maniera più efficace gli utenti. Per questo i social network come Instagram hanno una posizione di vantaggio. Questa piattaforma, oltre alla condivisione delle foto, ha permesso, nel corso degli anni, di creare dei veri e propri storytelling per immagini. La novità del 2015 che prenderà sempre più piede quest’anno è l’utilizzo dei post sponsorizzati che consentono ai brand di comunicare in maniera diretta con gli utenti.
Anche i video avranno un ruolo sempre più importante, infatti con la loro capacità di catturare l’attenzione degli utenti e di veicolare in maniera diretta i contenuti saranno sempre più utilizzati dalle aziende. Un nuovo trend per il 2016 sarà l’affermazione dei video a 360°, che sia Facebook sia Youtube hanno scelto di supportare. Questo permetterà di offrire agli utenti una nuova esperienza ad alto livello di coinvolgimento.
Social Media Marketing trends nel 2016: integrazione, contenuti di qualità e comunicazione visiva.
Questo è quello che possiamo aspettarci per questo 2016: sempre più sfide tra grossi colossi per accaparrarsi l’attenzione degli utenti, un incremento della qualità dei contenuti per emergere dalla valanga d’informazioni e sempre maggiore peso della comunicazione visiva.
L'articolo Social Media Marketing trends per il 2016 sembra essere il primo su .
]]>L'articolo LinkedIn all’interno dell’azienda sembra essere il primo su .
]]>
LinkedIn è il primo social network per aziende e professionisti con oltre 10 anni di attività e con 300 milioni di utenti attivi al mese in tutto il mondo. Questo social serve per la creazione di una rete sociale di contatti professionali.
Quali sono i vantaggi che LinkedIn offre alle aziende? Vediamolo subito:
la creazione di una pagina aziendale permette di avere una vetrina all’interno della quale è possibile mostrare la propria società sia ai potenziali clienti, sia agli operatori del settore in cerca di collaborazioni. Inoltre, attraverso la creazione delle pagine vetrina è possibile promuovere i propri prodotti o servizi.
gli utenti che scelgono di “seguire” la pagina LinkedIn dell’azienda restano sempre aggiornati sulle novità pubblicate. Pubblicando regolarmente nuovi contenuti è possibile instaurare un rapporto continuativo e diretto con il pubblico online.
i dipendenti, sia attuali sia passati, hanno la possibilità di collegare il proprio profilo personale con la pagina aziendale specificando quali siano le mansioni che svolgono o che hanno svolto in passato. Tale funzione permette agli utenti di contattare direttamente la persona più competente, all’interno dell’impresa, per ogni necessità.
LinkedIn ed i vantaggi per le aziende: visibilità, fidelizzazione e collegamenti con i dipendenti
Per adattarsi al meglio alle esigenze delle aziende LinkedIn offre diversi pacchetti. Tuttavia, per la creazione di una pagina aziendale è sufficiente avere un profilo free. Le opzioni a pagamento rivolte alle aziende si distinguono in tre profili differenti:
Business Plus permette di contattare chiunque su LinkedIn attraverso i messaggi privati, migliora la ricerca, sia grazie ai filtri avanzati sia grazie alla possibilità di vedere i profili fino al 3°grado e consente infine di vedere chi ha visitato il proprio profilo. Questo pacchetto si rivolge alle aziende che vogliono far crescere il proprio network online.
Sales Navigator Professional consente, oltre agli strumenti del pacchetto Business Plus, di ricercare i decision maker all’interno delle aziende, di segnalare le persone che si vogliono seguire e di ricevere informazioni rilevanti e tempestive sugli account dei potenziali clienti. Questo pacchetto permette di potenziare la capacità di vendita sfruttando al meglio questo social network.
Recruiter Lite si rivolge a coloro che operano nel settore risorse umane, infatti, oltre agli strumenti del pacchetto Business Plus, consente di tracciare i candidati e le posizioni aperte, gestire i candidati per un unico posto e diverse funzioni ottimizzate per la selezione del personale.
Dopo aver analizzato i vantaggi e le offerte di LinkedIn, è il momento di qualche consiglio. Questo strumento è un ottimo mezzo per creare un network intorno all’azienda, per incrementare l’engagement intorno all’azienda è consigliabile ideare ed implementare un piano editoriale che preveda la creazione e la condivisione (ad esempio degli articoli pubblicati sul blog aziendale) di nuovi contenuti sulla pagina. Questo consentirà di mantenere accesa la conversazione con gli utenti che seguono il profilo dell’azienda.
Il secondo consiglio è quello di partecipare alle conversazioni all’interno dei gruppi, questo consente di migliorare la reputazione online, sia dal punto di vista dei consumatori sia per gli operatori di settore. Infatti, mostrarsi preparati e sul pezzo, permette di affermarsi come opinion leader in un determinato settore, incrementando il pubblico che sceglie di seguire la pagina.
Un ultimo consiglio riguarda l’utilizzo delle pagine vetrina, queste devono essere usate per promuovere singoli servizi illustrando i vantaggi per i consumatori.
L'articolo LinkedIn all’interno dell’azienda sembra essere il primo su .
]]>L'articolo La prima impressione conta, anche online sembra essere il primo su .
]]>
Anche quando si parla di siti aziendali la prima impressione è molto importante. Curare la reputazione online è fondamentale sia per i professionisti, sia per le aziende. Nel corso degli anni lo scenario è cambiato: in passato il primo contatto con il cliente avveniva di persona presso il punto vendita, oggi il primo incontro con il consumatore avviene sempre più spesso su internet. Infatti, sono sempre di più gli utenti che si informano online prima di effettuare un acquisto o di scegliere un servizio.
Per queste ragioni la prima impressione è fondamentale, vediamo qualche numero:
gli utenti impiegano meno di 50 millisecondi per farsi un’opinione di un sito web e quindi dell’azienda. In questo lasso di tempo brevissimo stabiliscono se la pagina è di loro gradimento, se questa merita fiducia e se rimarranno sulla pagina o cercheranno le informazioni altrove. Questo vuol dire che i contenuti della homepage hanno meno di 50ms per convincere l’utente a visitare la pagina.
I contenuti della homepage hanno meno di 50ms per convincere l’utente a visitare la pagina
Secondo una ricerca effettuata da Google i due fattori che influenzano maggiormente la prima impressione sono: la complessità visuale, ovvero quanto il design è semplice, e la prototipazione, cioè quanto il design sia allineato alle convenzioni in essere per una determinata tipologia di sito web. Rispettando questi due fattori il sito aziendale verrà percepito come semplice e familiare.
Grazie agli studi di eye-tracking, che monitorano i movimenti oculari durante la consultazione dei siti web, sono stati individuati diversi elementi che contribuiscono alla creazione della prima impressione. I principali sono: il logo, il menu principale di navigazione, il box di ricerca, l’immagine principale, i contenuti testuali e la parte bassa della pagina. La coerenza e la corretta organizzazione di questi elementi contribuiscono a migliorare la percezione del potenziale cliente.
Una volta creata la prima impressione questa è difficile da modificare, per questo il sito web deve riuscire a catturare l’attenzione dell’utente al primo sguardo. Inoltre, oltre ad essere esteticamente curato, deve essere in linea con i valori che l’azienda vuole trasmettere. Tale ragionamento vale sia per il sito aziendale, sia per tutta la comunicazione che ruota intorno alla comunicazione online dell’azienda come ad esempio i profili social o le slide proiettate durante le conferenze.
Bisogna sempre ricordarsi che le prime impressioni continuano ad influenzare il giudizio per molto tempo.
Non esiste una seconda occasione per fare una prima buona impressione, anche online!
L'articolo La prima impressione conta, anche online sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Il blog aziendale nell’era dei social sembra essere il primo su .
]]>
Sempre più aziende scelgono di condividere i propri contenuti esclusivamente attraverso social network, questa scelta segue la tendenza che vede il costante aumento dell’utilizzo di questi canali. Tuttavia non è tutto oro quello che luccica, infatti il caricamento dei contenuti è soggetto alle decisioni dei gestori delle piattaforme che, sempre più di frequente, inseriscono novità, modificano gli algoritmi di visualizzazione e limitano la possibilità di mostrare i contenuti non a pagamento. Per questo è necessario trovare uno strumento che, da un lato permetta di condividere i contenuti aziendali sui social network e dall’altro, consenta di far crescere la visibilità senza essere soggetto all’instabilità dei social media.
La soluzione è data dai blog aziendali, attraverso l’utilizzo di questo canale i contenuti risiedono su un dominio di proprietà della società che ne ha il pieno controllo, inoltre, la pagina può essere raggiunta direttamente dai motori di ricerca. Un altro vantaggio è dato dall’assenza di vincoli, grafici e strutturali, che regolano invece le pubblicazioni attraverso i canali social. La pubblicazione di articoli ed altro materiale può essere comunque condiviso sui social network, ma risulta meno soggetto all’instabilità intrinseca di queste piattaforme.
Il blog aziendale è la soluzione per riprendere il controllo dei contenuti pubblicati
Se la pubblicazione dei contenuti avviene attraverso un blog aziendale è possibile sviluppare una strategia di condivisione multipiattaforma, che permette di sfruttare al meglio le peculiarità di ogni canale social. Inoltre, la scelta di creare un blog aziendale, consente di migliorare il posizionamento all’interno dei motori di ricerca, infatti i bot di questi ultimi visitano più spesso le pagine che producono nuovi contenuti rispetto a quelle che hanno contenuti statici.
Dopo il grande boom di qualche anno fa, i blog hanno visto un periodo di declino, ma ora stanno riacquistando l’importanza di un tempo grazie alla rinnovata rilevanza dei contenuti pubblicati all’interno delle strategie d’inbound marketing . Per sfruttare al meglio la rinascita di questo strumento di comunicazione, la creazione dei contenuti deve essere contestualizzata, ovvero i contenuti devono essere studiati e creati per adattarsi alla fruizione da diversi device ed al consumo nei diversi momenti della giornata.
L'articolo Il blog aziendale nell’era dei social sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Dall’idea alla startup sembra essere il primo su .
]]>
La creazione di un nuovo business parte da una idea è un mix tra intuizione e capacità di leggere un bisogno insoddisfatto. Molte volte si crede che questo sia sufficiente per avviare una startup di successo. Purtroppo o per fortuna non è così. In un nuovo business l’idea è solo l’1% di un progetto, il restante 99% è composto dalla sua realizzazione. Per la creazione di una startup gli step che bisogna affrontare sono molti, vediamo quali sono quelli che contribuiscono maggiormente al successo del progetto:
L’idea intorno alla quale viene creata la startup deve essere un prodotto o un servizio innovativo che i clienti desiderano e che non è ancora presente nel mercato in cui si desidera operare. Ma l’idea da sola non basta, bisogna avere un’idea di business, ovvero sapere quali siano i passaggi principali per trasformarla in una realtà concreta.
Nascondere la propria idea per paura che venga rubata non serve, anzi è importante parlarne per ricevere il maggior numero di feedback e consigli possibili. Sono proprio gli amici, online ed offline, che possono segnalare criticità e possibilità di miglioramento.
Per la creazione di un nuovo business è necessario avere molte competenze diverse, è molto difficile che qualcuno le possegga tutte, quindi bisogna costruire un team di collaboratori. Le capacità professionali tuttavia non sono tutto, bisogna valutare la capacità di lavorare in team, l’entusiasmo e la serietà nel lavoro. Creare una squadra non è facile, ma è il fattore principale che porterà al successo della startup.
“Quello che conta non sono le idee, ma le persone che le hanno. Persone eccellenti possono migliorare idee pessime, ma idee eccellenti non possono salvare persone pessime”
È arrivato il momento di sviluppare il prodotto o servizio che si vuole lanciare sul mercato. Non è necessario svilupparne la versione definitiva, ma è consigliabile creare una sorta di “versione beta” che permetta di testare le risposte del mercato, capire se i clienti sono disposti ad acquistarlo ed a quale prezzo. Questo permetterà al team di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili.
Una volta che l’idea ha preso forma ed il team è formato è necessario trovare i finanziamenti per iniziare l’attività. Per trovare qualcuno disposto a finanziare lo sviluppo della startup è importante avere un business plan, con un piano di marketing e uno finanziario credibili. Le modalità di finanziamento sono innumerevoli, si va dal finanziamento tradizionale (con banche e società finanziarie), al finanziamento partecipativo online (crowdfunding), ai venture capital o ai business angel.
In questa fase è importante non avere certezze. Il team deve riunirsi frequentemente per valutare lo stato delle cose, per vedere cosa è stato fatto di buono e gli errori che sono stati commessi. Imparare dai propri errori è fondamentale per un’impresa di successo. Infatti, i feedback, sia interni sia esterni, sono lo strumento che permetterà di migliorare il progetto in maniera costante.
Una volta ricevuto il finanziamento, quando il progetto inizia a crescere, bisogna imparare a spendere bene i soldi. Per farlo bisogna dividere il capitale tra le varie macroaree del business (marketing, sviluppo, customer care, etc.), inoltre, bisogna imparare a gestire sia la crescita, sia gli imprevisti. Appena sono disponibili i risultati dei primi mesi di attività, è il momento di cercare nuovi finanziamenti per evitare di arrivare ad esaurire il budget a disposizione.
Imprenditori non si nasce, ma si diventa.
In conclusione bisogna partire dal presupposto che imprenditori non si nasce, ma si diventa. È un processo lungo che richiede molti sacrifici, ma che porta grandi soddisfazioni. È importante ricordarsi che il tasso di mortalità delle startup è altissimo, ma il fallimento è un opzione che deve essere presa in considerazione. Infatti, imparando dagli errori commessi e creandosi un bagaglio di esperienze è possibile migliorare il proprio prodotto ed il modello di business scelto.
L'articolo Dall’idea alla startup sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Uno sguardo alle tendenze del digital marketing nel 2015 sembra essere il primo su .
]]>
La fine dell’anno si avvicina ed è arrivato il momento di guardare quali sono state le tendenze relative al digital marketing in questo 2015. I dati mostrano una crescita della componente digital nel panorama del marketing moderno.
I social network, ormai sono una certezza, sono sempre più pervasivi nella vita degli utenti. Il trend degli ultimi anni viene confermato anche da una ricerca di Adobe, la quale sostiene che i social media sono sempre più mobile, infatti l’accesso cresce ad un ritmo del 100% annuo su questi device rispetto al 12% degli accessi da desktop. Per quanto riguarda il tasso di penetrazione sulla popolazione, la Comscore Media Metrix riporta che il 100% dei giovani inglesi tra i 15 ed i 34 anni ha utilizzato Youtube nell’ultimo anno.
Anche per l’advertising i trend sono in crescita, ad esempio Facebook Ads mostra un incremento delle impression del 10% per quanto riguarda l’ultimo trimestre. Anche per quanto riguarda Twitter, pur non crescendo il numero degli utenti, si assiste ad un incremento delle visualizzazioni del 150% nell’ultimo anno.
I motori di ricerca, dove Google la fa da padrone, sono i luoghi principali in cui avviene la ricerca di informazioni. Gli utenti cercano informazioni mirate e specifiche infatti, secondo Ko Marketing, il 50% delle ricerche avviene tramite l’inserimento di 4 o più parole chiave. La geolocalizzazione è un fattore chiave, lo sottolinea Clix Marketing sostenendo che il 51% degli utenti richiede risultati georeferenziati.
Per quanto riguarda gli acquisti nei negozi fisici il 43% dei clienti ricerca online informazioni sui prodotti una volta che varca la soglia del punto vendita.
Da sempre la pubblicità tradizionale, sia online che offline, è vista come un interruzione nel consumo dei contenuti. Per questo sempre più utenti scelgono di “disattivare” la visione dei messaggi pubblicitari durante la navigazione. Secondo la ricerca di Trendera il 44% degli utenti maschili ed il 42% degli utenti femminili utilizza programmi di ad-blocking per evitare di essere “vittima” della pubblicità online. Le motivazioni sono l’eccessiva presenza di spazi pubblicitari (36%) e la ripetizione ossessiva delle pubblicità (30%). Questi dati rivelano come sia più conveniente adottare strategie di Inbound marketing che permettono di raggiungere gli utenti senza infastidirli.
Invece, la ricerca di offerte e coupon omaggio online è in costante crescita, l’utente medio cerca in rete almeno due volte al mese prodotti o servizi con relativi sconti ed offerte. Queste tecniche consentono di ingaggiare l’utente con una comunicazione mirata.
Social, geolocalizzazione, e advertising online, come sono cambiati i trend nel 2015
Questi dati mostrano come il digital marketing sia il futuro delle aziende che vogliono restare al passo con i tempi. È opportuno infatti, adottare delle strategie che permettano di seguire i trend del momento in modo da raggiungere nel miglior modo possibile i potenziali clienti.
L'articolo Uno sguardo alle tendenze del digital marketing nel 2015 sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Gli aspetti fondamentali di una strategia comunicativa integrata sembra essere il primo su .
]]>
A chi ci rivolgiamo? La risposta a questa domanda determina tutti i processi di comunicazione. Per definire il target dobbiamo chiederci quali sono gli utilizzatori del prodotto o servizio? Quali sono le ragioni che stanno dietro alla scelta di acquisto? Quali sono i processi decisionali del potenziale cliente?
Per costruire il bacino d’utenti ideali è necessario analizzare il settore in cui si opera ed i competitor.
Identificabile, memorizzabile e coerente sono i tre aggettivi che devono caratterizzare il materiale legato all’azienda. L’immagine coordinata deve veicolare i valori dell’azienda, questa deve essere omogenea sia per quanto riguarda la comunicazione offline sia per la comunicazione online.
I canali attraverso cui trasmettere i messaggi aziendali sono infiniti. Indubbiamente il target che si vuole raggiungere e il budget a disposizione influenzano la scelta dei canali da presidiare, tuttavia è fondamentale sviluppare una strategia che riesca a raggiungere i consumatori sia online che offline.
Nel momento di pianificazione di una campagna di comunicazione integrata deve esserci sinergia tra la comunicazione online e quella offline. Sono diversi gli strumenti che permettono di integrare queste due categorie comunicative, ad esempio, attraverso i QR code è possibile unire una campagna sulla carta stampata con i contenuti online. Viceversa, è possibile promuovere degli eventi online che si svolgeranno all’interno dei punti vendita.
Quali messaggi si vogliono comunicare ai clienti? I contenuti devono essere concisi, chiari e diretti; solo in questo modo raggiungeranno il consumatore. In primis devono catturare l’attenzione e devono essere facilmente memorizzati. In ogni situazione devono saper mostrare il valore aggiunto dell’azienda agli occhi del cliente.
Target, immagine coordinata, canali, integrazione e messaggio definiscono la comunicazione integrata
Il giusto mix di questi fattori permetterà di creare una comunicazione integrata coerente con i valori che l’azienda vuole trasmette e consentirà di mostrare l’azienda sotto la luce migliore raggiungendo il target prescelto con la migliore strategia possibile e nei diversi luoghi d’interazione sia online che offline con il medesimo messaggio.
L'articolo Gli aspetti fondamentali di una strategia comunicativa integrata sembra essere il primo su .
]]>L'articolo Lo storytelling che emoziona, gli spot natalizi sembra essere il primo su .
]]>
Con l’avvicinarsi del Natale molti brand decidono di sfruttare le emozioni che contraddistinguono questo periodo dell’anno. Per farlo creano dei piccoli capolavori di cinematografia, attraverso storie coinvolgenti ed emozionanti che riaccendono lo spirito natalizio.
Soprattutto i grandi brand internazionali scelgono di realizzare degli spot natalizi per augurare buon Natale ai propri clienti. L’obiettivo principale di questi messaggi è raggiungere, attraverso la viralità, l’incremento della brand awareness. Infatti questi video riescono a raggiungere milioni di visualizzazioni da parte degli utenti in tutto il mondo.
Attraverso una corretta miscela di ingredienti, gli storytelling natalizi, riescono a fare leva sull’emotività del pubblico. I brand non parlano di sé in maniera autoreferenziale, ma creano un universo di valori e di sensazioni condivise con il pubblico di riferimento.
Di seguito vi proponiamo alcuni degli spot che sono riusciti maggiormente a raggiungere le emozioni degli utenti, ottenendo milioni di visualizzazioni:
Jhon Lewis
Il primo video realizzato dai grandi magazzini John Lewis, che da anni sono una certezza degli spot natalizi, ha commosso gli utenti con uno short movie che tratta in maniera originale la tematica degli anziani che rimangono soli durante il periodo natalizio.
Edeka
Anche la catena tedesca EDEKA sceglie la tematica degli anziani soli con uno spot che fa riflettere i figli che scelgono di non passare il Natale con i genitori.
Loterìa Nacional
Infine, la Lotteria Nazionale Spagnola che sceglie uno storytelling emozionale per promuovere il proprio prodotto, affidandosi a Justino un simpatico custode.
I brand veicolano i propri valori condivisi attraverso le narrazioni in tema natalizio
L'articolo Lo storytelling che emoziona, gli spot natalizi sembra essere il primo su .
]]>L'articolo La frequenza d’invio delle newsletter sembra essere il primo su .
]]>
In un altro articolo abbiamo visto i database ed i vantaggi legati alle strategie di DEM, oggi vedremo come definire la frequenza di invio di una newsletter. L’invio, per definizione, deve avvenire periodicamente. Qual è la frequenza che consente di avere migliori risultati? È meglio inviare una email al giorno, alla settimana o al mese? Una frequenza ideale non esiste, ma sono diversi fattori che intercorrono alla scelta migliore. Vediamoli subito:
Una frequenza ideale di invio delle newsletter non esiste
In conclusione, una volta analizzati i fattori sopra citati sarà possibile scegliere una corretta frequenza d’invio. Questa dovrà essere rispettata in modo da fornire continuità alla comunicazione con il cliente. Tuttavia la frequenza d’invio non è immutabile, infatti, analizzando i dati delle email già inviate, è possibile ridurre o aumentare il numero degli invii per raggiungere al meglio gli obbiettivi prefissati.
L'articolo La frequenza d’invio delle newsletter sembra essere il primo su .
]]>